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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Lavandula
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top
mwbqmwbgLavandula mwbwmwcaL., 1753 è un mwcqgenere di piante mwcgangiosperme mwcweudicotiledoni appartenenti alla mwdafamiglia delle mwdqLamiaceae, dall'aspetto di piccole erbacee annuali o perenni dalla tipica mwdginfiorescenza a spiga. È l'unico genere della mwdwsottotribù mweaLavandulinae mweqmwegEndl., 1838.cite-ref-powo-1-0[1]cite-ref-zhao2021-2-0[2]cite-ref-olm-3-0[3]

Contents

Radici
Fusto
Foglie
Fiori
Frutti
Specie
Ibridi
Note

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Etimologia

Il nome comune "lavanda" con il quale siamo abituati a chiamare queste piante (ma anche quello scientifico mwigLavandula) è stato recepito nella lingua italiana dal gerundio mwiwlatino del verbo "lavare" (mwjalavandus, lavanda, lavandum = "che deve essere lavato") per alludere al fatto che queste specie erano molto utilizzate nell'antichità (soprattutto nel mwjqMedioevo) per detergere il corpo.cite-ref-4[4]

Il mwkwnome scientifico del mwlagenere è stato proposto per la prima volta dal botanico francese mwlqJoseph Pitton de Tournefort (Aix-en-Provence, 5 giugno 1656 – Parigi, 28 dicembre 1708)cite-ref-motta-5-0[5] e fissato definitivamente da mwmgLinneo (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna mwmwclassificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "mwnamwnqSpecies Plantarum - 2: 572. 1753"cite-ref-6[6] del 1753.cite-ref-7[7] Il mwpgnome scientifico della mwpwtribù è stato definito dal botanico italiano, di origine franco-inglese mwqaThéodore Caruel (1830 – 1898) nella pubblicazione "mwqqFlora Italiana. Firenze - 6: 53. Sep 1884." del 1884.cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]

Descrizione

Le specie di questo mwaagenere hanno un portamento mwaqarbustivo o subarbustivo o cespitoso-arbustivo oppure raramente mwagerbaceo di breve durata. Queste piante sono fortemente aromatiche. L'indumento può essere mwawglabro o variamente mwbapubescente talvolta con peli stellati. La forma biologica prevalente (almeno per le specie della flora spontanea italiana) è mwbqnano-fanerofite (NP), ossia sono piante perenni e legnose, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 30mwbg mwbwcm e i 2 mwcametri.cite-ref-motta-5-1[5]cite-ref-kadereit-10-0[10]cite-ref-tavbotsis-11-0[11]cite-ref-pignatti-12-0[12]cite-ref-botsis-13-0[13]cite-ref-stras-14-0[14]cite-ref-15[15]

Radici

Le radici sono perlopiù legnose.

Fusto

I fusti in genere sono eretti e ramificati oppure semplici; non sono rigidi con cortecce bruno-rossastre oppure mwkqsempreverdi.

Foglie

Le foglie lungo il mwlacaule sono disposte in modo opposto; spesso si trovano fascicolate alla base della pianta. Le foglie sono colorate di verde cinereo. La lamina può essere intera lineare, mwlqlanceolata o mwlgpennatifida/mwlwpennatosetta.

Infiorescenza

Le mwmginfiorescenze sono terminali con i mwmwfiori raggruppati in sottili mwnaspighe mwnqtirsoidi alla fine di lunghi scapi. Nell'infiorescenza sono presenti delle mwngbrattee persistenti a volte anche colorate e disposte in modo opposto o a spirale; mentre le bratteole sono minute o assenti. Il numero dei fiori disposti a verticilli varia da 2 a 10 oppure uno solo ma in questo caso senza bratteole. I fiori sono mwnwsessili o mwoapedicellati.

Fiori

I fiori sono mwowermafroditi, mwpazigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (mwpqcalice – mwpgcorolla - mwpwandroceo – mwqagineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice sono a 5 parti).

mwqwmwramwrqFormula fiorale: mwrgmwrwmwsaX, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), drupa, 4 nuculecite-ref-tavbotsis-11-1[11]cite-ref-botsis-13-1[13]

• Il mwuwcalice mwvagamosepalo è del tipo da mwvqattinomorfo a bilabiato o pentalobato (in questo caso la struttura è 3/2). I lobi sono più o meno uguali; se il tipo di calice è bilabiato allora il labbro superiore talvolta è allargato o raramente è modificato in una specie di appendice; mentre quello inferiore è più o meno dentato. La parte iniziale tubolare ha delle forme ovoidi-cilindriche ed è percorso da 13 o 15 nervature. Il calice è persistente e si dilata leggermente alla fruttificazione.
• La mwvwcorolla mwwagamopetala è debolmente o fortemente bilabiata oppure è pentalobata (con struttura 2/3) con lobi di varie forme. Il portamento dei lobi in genere è mwwqpatente. Il tubo della corolla o è appena eccedente il calice oppure può essere 3 volte più lungo ed è comunque dilatato alle fauci. I colori variano da blu-violetto a porpora o bianco, raramente porpora scuro o giallastro.
• Androceo: gli mwwwstami sono quattro mwxadidinami (il paio anteriore è più lungo), sono declinanti e inclusi nel tubo corollino. I mwxqfilamenti sono mwxgglabri. Le mwxwantere sono reniformi e sono confluenti. Il disco del mwyanettare normalmente è formato da 4 lobi. I granuli mwyqpollinici sono del tipo mwygtricolpato o esacolpato.
• Gineceo: l'mwzaovario è mwzqsupero formato da due mwzgcarpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-mwzwloculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. La mw0aplacentazione è mw0qassile. Gli mw0govuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un mw0wtegumento e sono mw1atenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).cite-ref-16[16] Lo mw2qstilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme. Lo mw2gstigma è bilobato o privo di lobi e mw2wcapitato.

Frutti

Il frutto è uno mw3gschizocarpo composto da 4 nucule mw3wglabre e lisce. Le nucule sono provviste di areole ed hanno delle varie forme, dimensioni e colori. La mw4adeiscenza è basale o laterale.

Biologia

Riproduzione

Queste specie si riproducono per mw5aimpollinazione tramite insetti tipo mw5qditteri e mw5gimenotteri(mw5wimpollinazione entomogama).cite-ref-tavbotsis-11-2[11]cite-ref-17[17]

La mw8qdispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (mw8gdispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mw8wmirmecoria). I semi hanno una appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri (elaisoma), che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.cite-ref-18[18]

Distribuzione e habitat

Le specie del genere mw-wLavandula sono diffuse nel mw-abacino del Mediterraneo (anche nell'areale della mw-qMacaronesia), nell'mw-gAfrica del Nord e nell'mw-wAsia dalla mwaqaPenisola Arabica fino all'mwaqeIndia.cite-ref-kadereit-10-1[10] L'mwaqyhabitat è quello tipico da temperato a subtropicale.

Specie della zona alpina

Delle 5 mwaqkspecie spontanee della flora italiana 2 vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'mwaqohabitat, al mwaqssubstrato e alla distribuzione delle specie alpine.cite-ref-fa-19-0[19]

| Specie | Comunità vegetali | Piani vegetazionali | Substrato | pH | Livello trofico | H 2 O | Ambiente | Zona alpina |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Lavandula angustifolia | 9 | montano collinare | Ca-Si | neutro | basso | arido | B9 C2 F2 G3 | IM CN |
| Lavandula latifolia | 12 | collinare | Ca-Ca/Si | basico | basso | arido | G3 | IM CO |
| Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B9 = coltivi umani; C2 = rupi; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse; | Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B9 = coltivi umani; C2 = rupi; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse; | Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B9 = coltivi umani; C2 = rupi; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse; | Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B9 = coltivi umani; C2 = rupi; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse; | Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B9 = coltivi umani; C2 = rupi; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse; | Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B9 = coltivi umani; C2 = rupi; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse; | Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B9 = coltivi umani; C2 = rupi; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse; | Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B9 = coltivi umani; C2 = rupi; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse; | Legenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere; Ambienti : B9 = coltivi umani; C2 = rupi; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse; |

Tassonomia

La mwau4famiglia delle mwau8Lamiaceae comprende circa 250 generi e quasi mwava7000 specie ed è suddivisa in 12 mwavesottofamiglie. Il genere mwaviLavandula appartiene alla sottofamiglia mwavmNepetoideae, tribù mwavqOcimeae, ed è l'unico genere della sottotribù mwavuLavandulinae mwavyEndl., 1838.cite-ref-botsis-13-2[13]cite-ref-li2016-20-0[20]cite-ref-li2017-21-0[21]cite-ref-zhao2021-2-1[2]cite-ref-olm-3-1[3]

Il genere comprende una quarantina di specie e viene suddiviso in sette sezioni.cite-ref-kadereit-10-2[10] Di queste solamente tre (con 5 specie) interessano la flora spontanea italiana (vedere il paragrafo "Specie della flora italiana").

All'interno della sottofamiglia, in base a ricerche mwaxefilogenetiche di tipo molecolare, il genere risulta in posizione basale e quindi "mwaxigruppo fratello" del resto della sottofamiglia.cite-ref-22[22]

Il mwaxgnumero cromosomico delle specie di questo genere è 2n = 18, 24, 30, 36, 42 e 54.cite-ref-kadereit-10-3[10]

Specie

Il genere mwax8Lavandula comprende le seguenti mwayaspecie:cite-ref-powo-1-1[1]

Lavandula angustifolia Mill., 1768
Lavandula antineae Maire, 1929
Lavandula aristibracteata A.G.Mill., 1985
Lavandula atriplicifolia Benth., 1848
Lavandula austroapennina N.G.Passal., Tundis & Upson
Lavandula bipinnata (Roth) Kuntze, 1891
Lavandula bramwellii Upson & S.Andrews, 2004
Lavandula buchii Webb & Berthel., 1844
Lavandula canariensis (L.) Mill., 1768
Lavandula citriodora A.G.Mill., 1985
Lavandula coronopifolia Poir., 1789
Lavandula dentata L., 1753
Lavandula dhofarensis A.G.Mill., 1985
Lavandula erythraeae (Chiov.) Cufod., 1969
Lavandula galgalloensis A.G.Mill., 1985
Lavandula gibsonii J.Graham, 1839
Lavandula hasikensis A.G.Mill., 1985
Lavandula lanata Boiss., 1838
Lavandula latifolia Medik., 1784
Lavandula macra Baker, 1894
Lavandula mairei Humbert, 1927
Lavandula maroccana Murb., 1922
Lavandula minutolii Bolle, 1860
Lavandula multifida L., 1753
Lavandula nimmoi Benth., 1848
Lavandula nooruddinii A.Patzelt & A.Al Hinai
Lavandula pedunculata (Mill.) Cav., 1801
Lavandula pinnata Lundmark, 1780
Lavandula pubescens Decne., 1834
Lavandula qishnensis Upson & S.Andrews, 2004
Lavandula rejdalii Upson & Jury, 2002
Lavandula rotundifolia Benth., 1833
Lavandula saharica Upson & Jury, 204
Lavandula samhanensis Upson & S.Andrews, 2004
Lavandula setifera T.Anderson, 1860
Lavandula somaliensis Chaytor, 1937
Lavandula stoechas L., 1753
Lavandula sublepidota Rech.f., 1979
Lavandula subnuda Benth., 1848
Lavandula tenuisecta Coss. ex Ball, 1878
Lavandula viridis L'Hér., 1789

Ibridi

Sono noti i seguenti mwaygibridi naturali:cite-ref-tpl-23-0[23]

• mway8Lavandula × alportelensis mwazeP.Silva, Fontes & Myre
• mwazmLavandula × cadevallii mwazuSennen
• mwazcLavandula × cavanillesii mwazkD.Guillot & Rosselló
• mwazsLavandula × ginginsii mwaz0Upson & S.Andrews
• mwaz8Lavandula × heterophylla mwaaeViv.
• mwaammwaaqLavandula × intermedia mwaauEmeric ex Loisel. (mwaayL. angustifolia × mwaacL. latifolia)
• mwaakLavandula × limae mwaasRozeira
• mwaa0Lavandula × losae mwaa8Sánchez Gómez, Alcaraz & García Vall.

Specie della flora italiana

Per meglio comprendere ed individuare le varie specie della flora italiana l'elenco seguente utilizza il sistema delle chiavi analitiche (vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distingue una specie dall'altra):cite-ref-pignatti-12-1[12]

mwabgmwabkmwaboGruppo 1A: l'mwabsinfiorescenza è sormontata da un ciuffo di mwabwbrattee sterili violette (sect. mwab0mwab4Stoechas); mwab8mwacamwacemwacimwacmGruppo 2A: la lamina della foglia ha il contorno intero; mwacqmwacumwacymwaccmwacgmwackmwacomwacsmwacwmwac0mwac4mwac8mwadamwademwadimwadmLavandula stoechas mwadqL. - Lavanda selvatica: l'altezza delle piante varia da 3 a 12 dm; il ciclo biologico e perenne; la forma biologica è mwadunano-fanerofite (NP); il mwadytipo corologico è mwadcSteno-Mediterraneo; l'mwadghabitat tipico sono le macchie basse e le garighe a cisti; la distribuzione sul territorio italiano va da Nord a Sud ma sempre sulle coste tirreniche fino ad un'altitudine di 600 mwadkm mwados.l.m.. mwadsmwadwmwad0Gruppo 2B: la lamina della foglie varia da dentata a mwad4pennatosetta; mwad8mwaeamwaeemwaeimwaemmwaeqmwaeumwaeymwaecmwaegmwaekmwaeomwaesmwaewmwae0mwae4Lavandula dentata mwae8L. - Lavanda dentata: l'altezza delle piante varia da 3 a 10 dm; il ciclo biologico e perenne; la forma biologica è mwafanano-fanerofite (NP); il mwafetipo corologico è mwafiPaleosubtropicale (Arabico-Macarones); si tratta di una pianta coltivata per la profumeria e raramente inselvatichita. mwafmmwafqmwafuGruppo 1B: l'infiorescenza è priva del ciuffo di brattee; mwafymwafcmwafgmwafkmwafoGruppo 3A: la lamina delle foglie è intera; l'infiorescenza è formata da diversi fiori all'ascella di ciascuna brattea (sect. mwafsmwafwSpica); mwaf0mwaf4mwaf8mwagamwageGruppo 4A: la forma delle brattee è rombico-acuminata e alla base sono presenti 5 - 7 nervature; mwagimwagmmwagqmwagumwagymwagcmwaggmwagkmwagomwagsmwagwmwag0mwag4mwag8Lavandula angustifolia mwahaMiller - Lavanda vera: l'altezza delle piante varia da 3 a 12 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwahenano-fanerofite (NP); il mwahitipo corologico è mwahmSteno-Mediterraneo - Occidentale; l'mwahqhabitat tipico sono le macchie basse e le garighe; la distribuzione sul territorio italiano è discontinua dal Nord a Sud ma sempre sulle coste tirreniche fino ad un'altitudine di mwahu1800 mwahym mwahcs.l.m.. mwahgmwahkmwahoGruppo 4B: la forma delle brattee è strettamente lineare-mwahslanceolata; mwahwmwah0mwah4mwah8mwaiamwaiemwaiimwaimmwaiqmwaiumwaiymwaicmwaigmwaikLavandula latifolia mwaioMedicus - Lavanda latifoglia: l'altezza delle piante varia da 3 a 8 dm; il ciclo biologico e perenne; la forma biologica è mwaisnano-fanerofite (NP); il mwaiwtipo corologico è mwai0Steno-Mediterraneo - Occidentale; l'mwai4habitat tipico sono i pendii aridi e cespugliosi; la distribuzione sul territorio italiano è relativa Nord-Ovest fino ad un'altitudine di mwai81000 mwajam mwajes.l.m.. mwajimwajmmwajqGruppo 3B: le foglie sono di tipo 1-2-pennatosette; i fiori sono solitari all'ascella di ciascuna brattea (sect. mwajumwajyPterostoechas); mwajcmwajgmwajkmwajomwajsmwajwmwaj0mwaj4mwaj8mwakamwakemwakimwakmmwakqmwakumwakyLavandula multifida mwakcL. - Lavanda dell'Egitto: l'altezza delle piante varia da 3 a 10 dm; il ciclo biologico e perenne; la forma biologica è mwakgcamefita fruticosa (Ch frut); il mwakktipo corologico è mwakoSteno-Mediterraneo - Occidentale; l'mwakshabitat tipico sono le garighe e l'incolti aridi; la distribuzione sul territorio italiano è relativa Sud-Ovest (mwakwSicilia compresa) fino ad un'altitudine di 600 mwak0m mwak4s.l.m..

Specie Euro-mediterranee

In mwaleEuropa e nell'areale del mwaliMediterraneo sono presenti le seguenti specie:cite-ref-euromed-24-0[24]

• mwalkmwaloLavandula angustifolia mwalsMill., 1768 - Distribuzione: mwalwItalia (lavanda vera), mwal0Francia e mwal4Spagna.
• mwamaLavandula antineae mwamiMaire, 1929 - Distribuzione: mwammAlgeria
• mwamuLavandula atriplicifolia mwamcBenth., 1848 - Distribuzione: mwamgEgitto
• mwamoLavandula bramwellii mwamwUpson & S. Andrews, 2004 - Distribuzione: mwam0Isole Canarie
• mwam8Lavandula buchii mwaneWebb & Berthel., 1844 - Distribuzione: mwaniIsole Canarie
• mwanqmwanuLavandula canariensis mwanyMill., 1768 - Distribuzione: mwancIsole Canarie
• mwankLavandula coronopifolia mwansPoir., 1789 - Distribuzione: dal mwanwMagreb fino all'mwan0Israele
• mwan8mwaoaLavandula dentata mwaoeL., 1753 - mwaoiItalia (lavanda dentata), mwaomMagreb, mwaoqSpagna e mwaouIsraele
• mwaocLavandula lanata mwaokBoiss., 1838 - Distribuzione: mwaooSpagna
• mwaowmwao0Lavandula latifolia mwao4Medik., 1784 - Distribuzione: mwao8Italia (lavanda latifoglia), mwapaFrancia e mwapeSpagna.
• mwapmLavandula mairei mwapuHumbert, 1927 - Distribuzione: mwapyMarocco
• mwapgLavandula maroccana mwapoMurb., 1922 - Distribuzione: mwapsMarocco
• mwap0Lavandula minutolii mwap8Bolle, 1860 - Distribuzione: mwaqaIsole Canarie
• mwaqimwaqmLavandula multifida mwaqqL., 1753 - Distribuzione: mwaquItalia (lavanda dell'Egitto), mwaqyPenisola Iberica, mwaqcMareb e mwaqgEgitto
• mwaqoLavandula pedunculata mwaqw(Mill.) Cav., 1801 - Distribuzione: mwaq0Marocco, mwaq4Spagna e mwaq8Anatolia
• mwaremwariLavandula pinnata mwarmLundmark, 1780 - Distribuzione: mwarqIsole Canarie e mwaruMadera
• mwarcLavandula pubescens mwarkDecne., 1834 - Distribuzione: mwaroEgitto e mwarsSinai
• mwar0Lavandula rejdalii mwar8Upson & Jury, 2002 - Distribuzione: mwasaMarocco
• mwasiLavandula saharica mwasqUpson & Jury, 2004 - Distribuzione: mwasuAlgeria
• mwascmwasgLavandula stoechas mwaskL., 1753 - Distribuzione: mwasoItalia (lavanda selvatica), mwassEuropa occidentale, mwaswMagreb, mwas0Grecia, mwas4Anatolia e mwas8Asia mediterranea
• mwateLavandula tenuisecta mwatmCoss. ex Ball, 1878 - Distribuzione: mwatqMarocco
• mwatyLavandula viridis mwatgL'Hér., 1789 - Distribuzione: mwatkPenisola Iberica

Sinonimi

L'entità di questa voce ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i mwatwsinonimi più frequenti:cite-ref-kadereit-10-4[10]cite-ref-euromed-24-1[24]

• mwaucChaetostachys mwaugBenth.
• mwauoFabricia mwausAdans., 1763
• mwau0Isinia mwau4Rech. f., 1952
• mwavaLavendula mwaveL.
• mwavmSabaudia mwavqBuscal. & Muschl., 1913
• mwavyStoechas mwavcMill., 1754
• mwavkStyphonia mwavoMedik., 1791

Proprietà terapeutiche e cosmetiche

La lavanda è conosciuta fin dai tempi più antichi per le sue proprietà mwawqantiemetiche, mwawuantisettiche, mwawyanalgesiche, mwawcbattericide, mwawgvasodilatatorie, antinevralgiche, per i dolori muscolari ed è considerata un blando mwawksedativo. L'mwawoolio essenziale di lavanda è l'mwawsolio eterico più utilizzato in profumeria.

In mwaw0aromaterapia, viene utilizzata come mwaw4antidepressivo, tranquillizzante, equilibrante del mwaw8sistema nervoso, come decongestionante contro i mwaxaraffreddori e l'mwaxeinfluenza. Inoltre viene ritenuta efficace per abbassare la mwaxipressione arteriosa, per ridurre i problemi mwaxmdigestivi ed è miscelata con altre sostanza omeopatiche per curare il mal di schiena e il mal d'orecchie.cite-ref-25[25]

Qualche goccia di mwaxkolio essenziale, aggiunta nell'acqua del bagno, aiuta a rilassare. Per uso cosmetico, se utilizzata nell'ultimo risciacquo, quando si lavano i capelli, oltre che dare un profumo delizioso, aiuta a combattere i capelli grassi.

I fiori di lavanda, contrariamente a tante altre specie, conservano a lungo il loro aroma anche se secchi. È infatti consuetudine mettere dei sacchetti di tela nei cassetti per profumare la biancheria. La pianta, che era già nota agli antichi, veniva usata anche per la preparazione di talismani e portafortuna, legati a pratiche magiche ed esoteriche.

Alcune specie

Note

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Bibliografia

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• citerefkaufmann-et-al-1994Martina Kaufmann & Michael Wink, Molecular systematics of the Nepetoideae (family Labiatae): Phylogenetic implications from rbcL gene sequences (PDF), in Naturforsch, vol. 49, 1994, pp. 635-645.

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) lavender, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Lavandula, su Catalogue of Life.
• citerefgbif(EN) Lavandula, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
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• mwbccVecchi rimedi ed infusioni :Lavanda, su les-tisanes.chez-alice.fr.
• mwbckMuseo della Lavanda in Provenza, su museedelalavande.com.
• mwbcsmwbcwLavandula eFloras Database
• mwbc4mwbc8Lavandula IPNI Database
• mwbdemwbdiLavandula EURO MED - PlantBase Checklist Database